domenica 1 luglio 2012

Il quantitativo ottimale di alcol che “salva la vita”

Il quantitativo ottimale di alcol che “salva la vita”


Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'Università di Oxford ha stimato che ¼ di bicchiere di vino al giorno potrebbe salvare migliaia di vite ogni anno.




Non stiamo dicendo alla gente cosa fare, stiamo fornendo solo un'informazione equilibrata circa i differenti effetti sulla salute legati al consumo di alcol, in modo che si possa bere in modo più consapevole”. Sono le parole rilasciate al British Medical Journal Open dalla dottoressa Melanie Nichols, docente presso il BHF Health Promotion Research Group del Dipartimento di Salute Pubblica dell'Università di Oxford e coordinatrice di una interessante ricerca sulla correlazione tra decessi e consumo di bevande alcoliche.
“Com'è noto -prosegue la Nichols- è provato scientificamente che il consumo moderato di alcol protegge dalle malattie cardiache, tuttavia, quando tutti i rischi di malattie croniche sono bilanciati gli uni con gli altri, abbiamo stimato che il consumo ottimale è molto più basso di ciò che le persone credono”. Attualmente la raccomandazione media è quella di bere 3-4 unità di vino al giorno per gli uomini e 2-3 per le donne (ogni unità corrisponde a mezzo bicchiere), ma il team di ricercatori inglesi ha scoperto che il quantitativo ottimale per la salute sarebbe soltanto di mezza unità o poco più (¼ di bicchiere). Per arrivare a questa conclusione gli studiosi hanno utilizzato un modello matematico in grado di valutare statisticamente la correlazione tra decessi -riconducibili almeno parzialmente al bere- e le variazioni di consumo medio di alcol.
Il team coordinato dalla Nichols ha analizzato i dati relativi ad 11 cause di mortalità legate al bere, tra esse malattie coronariche, ictus, pressione alta, diabete, epilessia, cirrosi epatica e cinque tipologie di cancro. Nel 2006 nel Regno Unito sono morte oltre 170 mila persone per queste 11 cause ed il costo sociale per problemi di salute legati all'alcol, stando alle stime del National Healt Service inglese, è stato di ben 3,3 miliardi di sterline. Com'è noto in diversi paesi anglosassoni -ma non solo- il consumo eccessivo si alcol è una vera e propria piaga sociale, soprattutto nelle fasce di età più giovani.
Utilizzando i dati forniti dal Survey del 2006 e combinandoli nel modello matematico con le statistiche relative alle più importanti ricerche sul consumo di alcol, dai risultati è emerso che il quantitativo ottimale da bere era appunto poco più di mezza unità al giorno. In termini numerici, consumando quella quantità di alcol si sarebbero salvate 4.579 persone da morte prematura, il 3% del totale interessato dalle 11 cause sopraindicate. In base alle statistiche ottenute dal modello il numero di decessi per malattie cardiache dovrebbe aumentare di 843 unità, tuttavia vi sarebbe una importante riduzione di quelli per cancro (- 2.600) e per cirrosi epatica (- 3 mila) a controbilanciare il tutto.
“Moderare il consumo di alcol in generale -sottolinea la Nichols- ed evitare pesanti bevute episodiche (le classiche sbornie del sabato sera ndr), è una delle molte cose che, accanto ad una dieta sana e regolare attività fisica, si può fare per ridurre il rischio di morte precoce causata da malattie croniche”. “Molte persone -conclude la studiosa- giustificano il loro bere dicendo che è un bene per il loro cuore, ma esse dovrebbero considerare che l'alcol aumenta sensibilmente il rischio di essere colpiti da malattie croniche. Bere un paio di pinte o un paio di bicchieri al giorno non è affatto una scelta sana per la salute”.
Come per il cioccolato fondente ed il caffè, se si vogliono ottenere benefici dalle sostanze contenute nelle bevande alcoliche -ad esempio il resveratrolo, principale molecola antiossidante presente nel vino rosso- è necessario moderarne sensibilmente il consumo giornaliero e sempre dietro consiglio del medico.